Da sinistra, Vittorio Galimberti, Paolo Lavagna, Roberto Zepponi e Alessandro Petrelli.

Vittorio Galimberti è il nuovo general manager di Ceres Spa e Terme di Crodo Srl, parte del gruppo Royal Unibrew. Forte di una lunga e prestigiosa esperienza in importanti multinazionali del beverage e non sul mercato italiano e sui mercati stranieri, da aprile ha preso la guida della filiale in Italia del gruppo danese. Coadiuvato da uno staff prezioso, Vittorio Galimberti conta sulle stesse persone che nel corso del 2018 hanno spinto la crescita dell’azienda, le quali modificano solo alcuni ruoli in funzione di nuovi obiettivi. E così troviamo accanto a Paolo Lavagna in qualità di deputy general manager e sales director Italy, Alessandro Petrelli, on trade vending & export sales director, e Roberto Zepponi, trade marketing director.

L’acquisizione di Crodo

«Il 2018 – ha dichiarato Paolo Lavagna – è stato l’anno della svolta per Royal Unibrew Italia, che ha ripreso a crescere. È stato un anno importante grazie ai risultati di Strong Ale, ma è stato un anno importante anche grazie all’acquisizione di Crodo». Diversi gli obiettivi che hanno mosso il gruppo danese a compiere questa significativa operazione. Innanzitutto, l’aumento della dimensione della business unit italiana, Ceres Spa, che in volumi ha raddoppiato e a fatturato è cresciuta del 50%, e l’ingresso in portafoglio di un brand leader come Lemonsoda, ma anche l’acquisizione di un sito produttivoin Italia sul quale fare leva per lo sviluppo di nuovi business e partnership, lo sviluppo dell’export, aggiungendo all’offerta prodotti originali italiani, e una RTM (Route To Market) non troppo distante da quella di Ceres, che viene rafforzata anche geograficamente dall’integrazione dei due business. L’acquisizione ha coinvolto non solo la limonata più famosa d’Italia, Lemonsoda, ma anche altre referenze storiche, come Oransoda e Pelmosoda, solo per citarne alcune. Ma la tradizione non è sufficiente e Ceres Spa ha già apportato alla gamma interessanti novità, a partire dal lancio di Tonicsoda. È un prodotto che rivisita in chiave moderna l’antica ricetta dell’acqua tonica di Crodo, della quale però ha mantenuto le principali caratteristiche, cioè acqua purissima delle sue fonti, leggere note agrumate e un piacevole retrogusto amarognolo. Si tratta di un lancio in una categoria affollata, ma in crescita, che guarda alla mixology di tendenza. Tra le novità, anche la modificata ricetta di Oransoda con il contenuto del 20% di succo d’arancia, in perfetto adeguamento alla normativa, e il restyling del logo Terme di Crodo, una scelta stilistica che visivamente richiama con immediatezza la qualità e la tradizione, caratteristiche che hanno reso grandi i marchi realizzati con le celebri acque della Val D’Ossola. Forte di questa fresca identità visiva e di un marcato spirito, il gruppo ha introdotto uno dei prodotti più richiesti nell’ambito mixology e non solo. È nata infatti Gingersoda, la ‘ginger beer’ perfetta per i cocktail e gradevolissima anche per il consumo liscio, meno aggressiva rispetto alle altre sul mercato grazie al suo bilanciamento degli zuccheri.

 

Nuove birre

«Il 2019 sarà un anno altrettanto significativo grazie ad alcune novità anche nella gamma delle birre – anticipa Alessandro Petrelli. – Nuova la gamma delle lattine (Strong Ale, Mosaic IPA e Okologisk), che già presenta buoni risultati. Con le craft, le lattine sono diventate un pack interessante e noi siamo i primi a lanciare lattine super premium posizionate in maniera trasversale nei diversi canali».

Oltre a Mosaic IPA e a Okologisk (una chiara di origine biologica con alcol al 4,8%), il mercato italiano vede anche il lancio di Hoppy Ale, una birra molto fresca e profumata nonostante i 6,9 gradi grazie all’aggiunta di luppolo Citra in dry hopping, a disposizione esclusivamente in fusti da 25 l in acciaio. «Il prodotto – continua Alessandro Petrelli – è stato accolto a Beer Attraction in maniera fantastica e i primi risultati sono decisamente positivi. È nato dal giovane mastro birraio Daniel Carlfeld Bjork nel microbirrificio Theodor Schiotz di Odense, a cui abbiamo dato l’input di creare una ricetta in linea con i trend attuali. Hoppy Ale è una birra non filtrata con un punto di amaro identificabile ma non accentuato e alcol al 6,9%. L’Italia è tra i primi posti in Europa per i consumi di birra ad alta gradazione, in controtendenza con altri mercati, e noi siamo gli specialisti di questo tipo di consumo. Questi nuovi prodotti, supportati dalla Casa madre, che guarda con grande attenzione al mercato italiano per le sue previsioni di crescita, si affiancano agli altri già presenti nell’Horeca: Faxe 10, una birra da 10 gradi in bottiglia 33 cl che cresce a doppia cifra da 4 anni e riscuote buoni risultati soprattutto al centro sud, e la gamma craft in fusto creata dal prestigioso mastro birraio Anders Kissmeyer. La spina rappresenta uno dei nostri pilastri di crescita e le riserviamo un’attenzione speciale con persone dedicate sul territorio coordinate da un capo-progetto, Franco Monaco, e una rete di grossisti selezionati specializzati (circa 40 distributori) con cui sviluppiamo partnership di medio-lungo termine. Ciò comunque non ci farà perdere l’attenzione su Strong Ale e su Faxe 10».

Novità per Crodo

Oltre alle ambiziose prospettive sulla birra, quest’anno il gruppo Royal Unibrew continuerà a innovare Terme di Crodo, a partire dalla gamma vetro, che oggi sfoggia un look moderno e contemporaneo, in linea con quanto iniziato lo scorso anno. Grande attenzione viene infatti data al logo, che diventa parte centrale dell’etichetta, rendendo la bottiglia più minimal ed esaltandone il suo valore premium, proprio per trasmettere fin dal primo impatto visivo un messaggio di elevata qualità. Il 2019 è anche l’anno di Lemonsoda Zero, che si presenta sul mercato con una nuova ricetta. Tutto il gusto di Lemonsoda, zero zuccheri, anche in bottiglietta di vetro. Inoltre, tra i tanti progetti, una gamma VAP 20 cl che possa giocare un ruolo importante nella mixology.

Trade e comunicazione

«Con Crodo – ha continuato Alessandro Petrelli – stiamo entrando anche nel canale vending, un canale molto interessante, piccolo ma in crescita costante. Qui abbiamo un serio potenziale e attualmente siamo sotto la nostra quota media».

Interessanti anche i programmi di comunicazione, che già a fine primavera hanno visto Strong Ale e la gamma Ceres in lattina in televisione. Previsti inoltre annunci in affissione e non mancheranno eventi estivi, soprattutto con le lattine che, al contrario del vetro, si rivelano particolarmente adatte ai consumi negli incontri all’aperto.