Che ruolo riveste l’acqua minerale nella filiera Horeca? Come sta evolvendo la domanda di bibite sul canale? Quali sono le prospettive dell’innovazione in termini di vendita e marginalità? Quale importanza riveste il PET per i distributori bevande? Sono solo alcune delle domande che hanno guidato un confronto tra professionisti e grossisti del settore fuori casa che si sono riuniti nella sede milanese di IRI, leader mondiale nelle ricerche di mercato e nelle analisi a supporto delle aziende, per parlare di acqua e soft drink e del loro futuro.

Un incontro organizzato da Tuttopress Editrice in collaborazione con IRI nel quale sono emersi dati interessanti su un settore che arriva ad avere un’incidenza del 27% sul totale del fatturato dei grossisti italiani e un’incidenza a volume che supera il 60%.

Vi presentiamo qui i dati illustrati da Mario Carbone, Business Development Manager IRI.

Fonte: IRI Panel Beverage Wholesalers – Universo 1061 Depositi su Universo stimato di 1800. Anno Terminante Dicembre 2018. Incidenza % a Valore su Totale Bevande. Variazione % Vendite in Valore 2018 su 2017.

IRI, i dati di mercato

3 miliardi e mezzo. È questa la cifra a cui ammonta il giro d’affari totale dei distributori bevande in Italia secondo i dati presentati da IRI. 3,42 miliardi di euro, per la precisione, di cui il 27,4% è costituito da acqua e bevande gassate. Due categorie che mostrano un trend di crescita a valore pari rispettivamente a +1% e +2,9% nel 2018 rispetto al 2017. Nello specifico l’acqua vale il 16,2% del fatturato totale mentre le bevande gassate l’11,2%.

Sono 2 i miliardi di litri di acqua minerale venduti dai distributori bevande. Un dato, quello offerto da IRI, che mostra non solo come l’acqua minerale venduta dai distributori non sia in calo ma come, al contrario, stia crescendo: +100 milioni di litri venduti in due anni.

L’acqua naturale la fa da padrone in termini di quote a volume con il 63,2% del totale. Seguono l’effervescente naturale (17,5%), la gassata (15,8%) e la lievemente gassata (3,5%). Categoria quest’ultima che, insieme all’acqua effervescente naturale, ha fatto registrare nel 2018 l’incremento maggiore: rispettivamente +4% e +5%. Stabile l’acqua gassata, che registra gli stessi numeri del 2017. +1,1%, infine per l’acqua naturale, che nel 2017 cresceva invece del +3,5%.

Fonte: IRI Panel Beverage Wholesalers – Universo 1061 Depositi su Universo stimato di 1800. Anno Terminante Dicembre 2018. Incidenza % a Valore su Totale Bevande. Variazione % Vendite in Valore 2018 su 2017 e 2017 su 2016.
Dato in Miliardi di Pezzi.
Fonte: Elaborazione IRI su Dati IRI, GFK, Varie

Innovazione come opportunità

Tra numeri e trend, molto si è parlato anche di innovazione. Sguardo attento sul futuro e voglia di mettersi in gioco sono sempre più spesso elementi cruciali per il successo. In questo senso un segmento innovativo che sta crescendo visibilmente, sottolineano da IRI, è quello delle acque funzionali, che nel canale moderno sviluppano circa 9 milioni di euro. Un segmento nel quale l’indice di prezzo molto più alto offre anche una più alta marginalità. Riuscirà il canale Horeca a recepirne le opportunità?

Fonte: IRI Panel Beverage Wholesalers – Universo 1061 Depositi su Universo stimato di 1800. Anno Terminante Dicembre 2018. Fatturato in mio€. Variazione % Vendite in Valore 2018 su 2017.

Il futuro del PET

Nel 2018 sono stati movimentati circa 10,9 miliardi di confezioni in PET tra Horeca e GDO. Se è vero che le confezioni in PET, nel totale complessivo, hanno fatto segnare nel 2018 un leggero calo del 2,5% – sul quale ha giocato senz’altro in maniera rilevante il clima – è vero anche che, nel solo canale Horeca, sono cresciute invece del 2%, passando da 1.537 milioni di pezzi venduti a 1.657 milioni.

L’importanza del PET per i distributori bevande è confermata anche dai valori: oltre 400 milioni di sell-out di acqua e bevande in plastica relative al canale Horeca. Nello specifico, l’acqua minerale vale 325,4 milioni di euro, in crescita a valore dello 0,9%, mentre le bevande gassate valgono 75,5 milioni di euro, con un trend negativo dell’1,3% rispetto al 2017.

L’acqua minerale e le bibite gassate coprono oltre il 95% dei pezzi in PET venduti. 9,4 miliardi di confezioni solo per l’acqua che, tra naturale e frizzante, ha un’incidenza dell’85,7% sul totale, in crescita dell’1,4%, seguita dalle bibite gassate (9,6%), che fanno segnare però un -1,2% rispetto all’anno precedente. Quindi i tè (2,5%) le bevande alla frutta (1,3%) e le bevande energetiche e isotoniche (0,7%). E per quanto riguarda l’acqua, crescono le confezioni monouso.

 

Fonte: Elaborazione IRI su Dati IRI, GFK, Varie

 

L’importanza di fare cultura:

«È necessario iniziare a chiamare l’acqua per nome. Non più acqua, incondizionatamente, ma acque. Liscia, frizzante, con bolla piccola, media o grande; di una sorgente piuttosto che di un’altra. In altre parole: bisogna iniziare a fare cultura dell’acqua».

Mario Celotti e Gianni Gurnari, rispettivamente presidente e responsabile scientifico ADAM, Associazione Degustatori Acque Minerali, hanno sottolineato l’importanza di tornare a guardare all’acqua come a un prodotto di grande valore, spostando l’attenzione dal solo packaging al contenuto. Pensando realmente a una possibile futura carta o lista delle acque. «Si dice che con l’acqua non si fanno gli affari – ha ricordato Gianni Gurnari. – Ci si dimentica invece che l’acqua è il nostro bene più prezioso. È necessario, in qualità di operatori di settore, saper riconoscere le qualità del prodotto che stiamo trattando. E tornare a raccontarlo».