ANDAMENTO DEL MERCATO FUORI CASA 2016/2018

Un saldo negativo di mezzo miliardo di consumazioni pari a 1,5 miliardi di euro. È quanto ha perso la filiera nell’ambito del comparto bibite gassate, zuccherine e in formato PET sul mercato fuori casa secondo la ricerca presentata da Formind all’8° edizione dell’International Horeca Meeting tenutasi lo scorso febbraio a Rimini. Un dato dall’impatto significativo quello fatto segnare nel triennio 2016/2018, aggravato dal fatto che – ha sottolineato nel presentare i dati Antonio Faralla, Amministratore Unico di Formind – le perdite in termini di consumazioni non sono state compensate da un travasamento dei consumi verso altre categorie d’acquisto.

BIBITE GASSATE/ZUCCHERINE E PET | PESO NEI MOMENTI DI CONSUMO

Una strada condivisa

Un saldo negativo sul quale hanno inciso non poco il sentire comune relativo a bibite zuccherate e packaging in plastica e le nuove esigenze salutistiche dei consumatori, temi sui quali molte aziende sono oggi, a ragione, sempre più sensibili, proponendo e investendo in soluzioni e prodotti alternativi. Temi sui quali anche il governo sta ragionando: da ultimo paventando una tassa che, hanno sottolineato molti operatori del settore, non costituirebbe però il giusto strumento, andando per di più a far lievitare i costi dei prodotti. È necessario invece fare rete, ha ricordato Giorgio Mondovì, Direttore Business Unit Sanpellegrino, per creare sinergie a livello dell’intera filiera. Unica strada possibile e virtuosa in questo senso.

ANDAMENTO DEL MERCATO FUORI CASA 2016/2018
ANDAMENTO DEL MERCATO FUORI CASA 2016/2018

I numeri

Le categorie che più hanno risentito di un calo evidente, secondo la ricerca condotta da Formind, sono state le bibite in PET che hanno incassato un calo a due cifre del 22%; i succhi, con un -8% e i the, che hanno chiuso il triennio 16-18 con un -5%.

Se si guarda ai trend dei momenti di consumo, è la colazione, che costituisce però solo il 7% del totale dei consumi di bibite gassate/zuccherine o in PET, a chiudere con il risultato più pesante (-31%), seguita dal momento del pranzo che, vero protagonista dei consumi con il 50% della torta totale, riporta un -24%. Quindi la cena (-18%) e infine il consumo notturno (-6%).

BIBITE: TREND DEI MOMENTI DI CONSUMO 2016/2018

Va meglio l’acqua in plastica che fa segnare al contrario il segno “più” tanto nei formati sopra il litro, con un +1,44% sul totale del mercato, quanto nei formati sotto il litro, che chiudono il triennio 16-18 con una crescita importante del 19%, trainata dal formato da mezzo litro a discapito, invece, di quello da 0,75, che chiude con un -1,82%.

Se il consumo di acqua minerale in pet è andato crescendo in momenti di consumo come il pranzo (+27%), la cena (+17) e la notte (stabile, con un +4%), diverso è il discorso per quanto riguarda la colazione, dove il consumo di acqua in plastica crolla addirittura del 31 punti. Non stupisce dunque che gli esercenti guardino sempre più al formato vetro proprio per questo momento di consumo, dove si sta facendo strada un’offerta via via più ampia di acque microfiltrate e prodotti salutistici. Con l’effetto di generare una crescita del valore unitario, dovuta all’inserimento di nuovi prodotti di maggior valore.

ACQUA MINERALE PET TREND DEI MOMENTI DI CONSUMO 2016/2018

Bibite in PET

Dati questi che aiutano a capire che cosa pensi il consumatore tanto delle bibite zuccherate quanto del packaging in plastica. L’indagine condotta da Formind su un campione di mille consumatori e tre mila esercenti, mostra infatti un atteggiamento nei confronti dell’uso della plastica per prodotti beverage che è, preoccupato, ma non spaccatamente negativo. Pur con ampie riserve sui cicli di conservazione e sui modi di trasporto del prodotto, e con la preoccupazione dell’impatto che le bottiglie in PET hanno sull’ambiente, il consumatore out of home vede però nel packaging in plastica una confezione di comodo utilizzo, soprattutto in momenti come il pranzo. E anzi, preferirebbe l’uso di formati più piccoli, soprattutto durante la colazione, che, integri al momento dell’ordinazione, vengano aperti davanti ai suoi occhi. Da questo punto di vista, ha sottolineato Faralla, l’introduzione di nuovi formati d’acqua minerale per la consumazione al banco potrebbero costituire un’interessante opportunità.

Discorso a parte, invece, per quanto riguarda la cena, ritenuta momento più esclusivo, relativamente al quale la presenza di marche riconosciute crea un valore aggiunto percepito dal consumatore, a cui restano riservati i formati Horeca dedicati, per lo più in vetro.

Percepito ancora come troppo elevato, invece, il prezzo del prodotto in PET, ritenuto troppo costoso rispetto alla proposta del supermercato.

Cosa pensa il consumatore di bevande gassate e zuccherine

Bevande gassate e zuccherine

Più marcatamente negativo, invece, il feedback emerso dall’indagine lungo la filiera relativa alle bevande gassate e alle bibite contenenti zuccheri. Al di là di un discorso di prezzo, per il consumatore ancora troppo elevato rispetto a quello del supermercato, le bibite gassate e zuccherine non sono orami più le benvenute né a colazione, né a pranzo, né a cena, riscuotendo un certo successo solamente per quanto concerne il consumo notturno. Poco salutari, poco dissetanti (soft drink in particolari) e con un’offerta ormai troppo varia, questi prodotti, emerge dalla ricerca, finiscono per confondere il consumatore finale, creando un effetto di sopraffazione.